Published: 3January2019

Campagna olearia 2019: i dati dell’ultima raccolta e le stime per il nuovo anno

Sorry, this entry is only available in Italian. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in the alternative language. You may click the link to switch the active language.

Il 2018 è ormai andato e con lui, si spera, anche l’ondata di improduttività che ha colpito gli olivicoltori e l’olio italiano.
Una produzione olearia 2018 praticamente dimezzata rispetto al 2017: da 430 mila a 210 mila tonnellate prodotte, con cali addirittura del 90% nel nord barese.
La nostra cooperativa de “I Tre Campanili” ne è un esempio: solo 4.000 le tonnellate prodotte, seppur di ottima qualità, rispetto agli standard di 50/70 mila tonnellate.
È stato un anno davvero difficile” commenta il presidente Franco Guglielmi.
“Abbiamo raccolto il prodotto in soli 20 giorni, ottenendo una produzione esigua, diminuita addirittura del 90% circa.
Il motivo principale di questa annata, tra le peggiori degli ultimi 10 anni, in Italia ma soprattutto in Puglia, la regione più produttiva per l’olio, è sicuramente da ricercare nelle gelate di febbraio e soprattutto in quella del 27 febbraio: una data indimenticabile, in cui le temperature notturne raggiunsero i -7°/-9° proprio nel periodo di fioritura degli olivi, per niente abituati a certe temperature.
E poi, il cambiamento climatico e la forte umidità della bella stagione hanno favorito il proliferare della mosca olearia, che abbiamo dovuto combattere in tempo per la raccolta, insieme ai nostri tecnici agronomi, per garantire un olio extravergine di oliva che rispettasse i nostri alti standard qualitativi. Fortunatamente, ci siamo riusciti!” (Prova l’olio nuovo 2018 de “I Tre Campanili)
Archiviato l’anno nero dell’olio (si spera), un nuovo anno è cominciato per gli agricoltori, che ovviamente confidano in un inverno non particolarmente gelido per le loro piante.
“Gli ulivi ora stanno bene” prosegue Guglielmi “li abbiamo attenzionati e protetti al meglio di quanto potevamo, per poter tornare ai livelli produttivi degli anni passati.
Se supereremo l’inverno al meglio, credo proprio che per il 2019 potremo beneficiare di quantità e qualità per il nostro olio”.
Non possiamo che augurarci che sia così, per i nostri ulivi, i nostri olivicoltori e le nostre tavole!